BERGAMO SCALCIANTE

"SE CAGHI SOTTO A NEVE... PRIMA O POI QUANDO LA NEVE SE SCIOGLIE.. O STRONZO VIEN SEMPRE A GALLA" [T.M.]
video dal molin vicenza cariche della polizia

Referendum del blog
www.beppegrillo.it
sulla nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza

È lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l'avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale "Dal Molin" - ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l'integrità ambientale del sito?


Chi vota SI non vuole la nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza.
Chi vota NO vuole la nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza.
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venerdì, 19 dicembre 2008

L'EXPO del cemento

L’esposizione universale, o EXPO, viene da lontano. Dall’Ottocento. Da un’età in cui per spostarsi da Londra a San Francisco ci volevano mesi. E’ nata per permettere alle persone di vedere cose mai viste. Tecnologia, futuro, costruzioni fuori dalla realtà quotidiana. Il mondo, allora, non era a portata di click. Per i trasporti delle merci si usavano i bastimenti, oggi basta il mouse. L’Italia ha avuto la sfortuna di vincere l’EXPO 2015 con Milano. Belin, abbiamo spezzato le reni ai turchi di Smirne, unica altra città candidata. Le altre sono state alla larga.
A Milano e dintorni potremo ammirare nel 2015 nuovi edifici, grattacieli, strade, viadotti, ponti, lotti agricoli edificati, palazzine residenziali, parcheggi, svincoli, rotonde, ferrovie, metropolitane leggere e pesanti. E’ una grande opportunità per i costruttori, i palazzinari, i tangentari, per le mafie e per i politici. I partiti stanno litigando da mesi per mettere il cappello sulle poltrone dell’EXPO. Sono sicuro che troveranno un accordo. I soldi ci sono, sempre i nostri. L’appetito anche, sempre il loro. Quanto costerà ai contribuenti? Si verrà a sapere solo a consuntivo. Un bel piè di lista per i vari Tronchetti, Ligresti e Impregilo. Di sicuro si parla di miliardi di euro, almeno cinque. E da subito mancano già 2,3 miliardi.
La Moratti è oggi a Roma insieme a Roberto Formigoni con il piattino in mano. Il Governo non gli dirà di no, e torneranno a Milano da trionfatori del mattone. Lo psiconano non può negare un favore ai patrioti costruttori del CAI che stanno licenziando 12.000 persone dell'Alitalia. Un patriota, Toto dell’Air One, è stato colpito dalle toghe rosse (o nere o blu o gialle o arcobaleno) a Pescara. Ma è un caso isolato (per ora). I patrioti infatti fanno Grandi Opere e Morti sul Lavoro. L’EXPO è antistorico, sarà una fabbrica di asfalto, cemento e di tangenti. Una greppia universale, il deserto della natura. TRATTO DAL BLOG DI GRILLO
L’EXPO 2015 ha come tema: “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”. La Lombardia è una delle aree più inquinate del pianeta. Dall’aereo si possono vedere, senza interruzione, le costruzioni arrivare fino alle montagne. Svetta il grande inceneritore di Brescia, il più grande di Europa. La differenza tra le nazioni che confinano e la Lombardia è impressionate. Loro sono verdi, la Lombardia è grigio topo.

postato da: colonnello alle ore 19/12/2008 12:31 | link | commenti
categorie: ambiente, expo
martedì, 16 dicembre 2008

BERE LATTE CRUDO

Quando si toccano gli interessi economici dei grandi gruppi, da Benetton a Impregilo alla Granarolo, i partiti accorrono subito in aiuto. E' un interesse di scambio. Il voto di scambio è ormai superato, si eleggono da soli. Per questo le leggi servono solo a tutelare le lobby. I politici fanno le leggi per i loro lord protettori. I lord protettori concedono graziosamente ai politici di servirli.
Se un cittadino è una testa calda e fa la raccolta differenziata, si dota di pannelli solari o, estrema bestemmia, beve latte crudo della mucca sotto casa, è un sovversivo. L'informazione è dalla loro parte, ma la verità è dalla nostra. Chi beve latte crudo campa cent'anni e risparmia almeno un terzo. Ogni Comune un distributore automatico di latte. Se lo volete, succederà.

"Caro Beppe,
dopo gli incentivi alle energie rinnovabili, ci vogliono togliere anche il latte crudo.Il latte alla spina, quello da rivendita in distributore self service, dove si riempie la bottiglia più volte. Lo stesso per cui dal 6 all' 8 dicembre, Telethon ha fatto partire una corsa di solidarietà con il Consorzio Tutela Latte Crudo e la Regione Lombardia: ogni due litri di latte venduti, il terzo è donato alla ricerca sulle malattie genetiche.
Nonostante questa importante iniziativa, la situazione è grave: in una parola, disinformazione. In questi giorni, su reti televisive e testate giornalistiche nazionali, alcuni articoli e servizi stanno procurando forte discredito verso questo alimento, danneggiando allevatori e produttori. Frasi del tipo "Latte alla spina, allarme batteri" o "Latte crudo - È necessario bollirlo", o ancora "Il Ministero ipotizza uno stop delle vendite", si sprecano.
Nove casi di sindrome emolitico uremica indotta da Escherichia Coli O 157, presi a pretesto per diffondere l'idea della diretta implicazione del consumo di latte crudo non pastorizzato, hann fatto partire un tam tam mediatico utile a generare clamore, insicurezza e disaffezione: le condizioni ideali per un intervento legislativo all'insegna delle più ingiuste restrizioni.
Il Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia" ha raccolto alcune dichiarazioni del Dr. Fausto Cavalli, agronomo zootecnico, coordinatore di Bevilatte Srl, Agenzia di Servizi per l'Agricoltura. La sua esperienza ci dimostra come questi clamorosi casi siano falsi, poiché nulla è mai stato dimostrato (nel 2008, le analisi disposte dall'Autorità Sanitaria hanno riscontrato la totale assenza dell'Escherichia Coli O 157 in tutti i 1.423 campioni analizzati), ed anzi i produttori coinvolti proseguono a vendere regolarmente il loro latte, magari dopo aver denunciato a suo tempo alcuni funzionari ASL che li costringevano a tenere chiusi i distributori.
Ci siamo chiesti il perché di questa insistente campagna denigratoria. Il fenomeno del latte crudo alla spina parte proprio dalla nostra città, Brescia, ed è arrivato a a 1.000 distributori sul territorio nazionale (405 in Lombardia). Ognuno vende circa 100 litri di latte al giorno, per 365 giorni all'anno. Un litro di latte alla spina costa circa 1 euro, ovvero 50 centesimi meno del latte pastorizzato fresco da supermercato (fonte: www.clal.it). 18 milioni di euro che in un anno scompaiono dalle tasche delle grandi distribuzioni e multinazionali lattaie, a beneficio di noi cittadini che paghiamo meno e beviamo tutta salute, riscoprendo il rapporto diretto con l'agricoltura.

Perché bevo latte crudo, dalla lettera del Dr. Cavalli.
"La situazione inerente il latte crudo è piuttosto grave: insistenti passaggi sulle Reti e Testate nazionali stanno procurando forte discredito verso questo interessante alimento e contro gli stessi allevatori produttori.Sostanzialmente la tesi enunciata cerca di dimostrare che l’assunzione di latte crudo,senza la preventiva pastorizzazione, sia assolutamente pericoloso per la salute ... si vorrebbe imposto l’obbligo di previa bollitura del latte crudo. La questione è che il latte crudo è proposto da anni da consumarsi, appunto, crudo ... perché, così come risulta da numerosi studi, solo in queste condizioni si può beneficiare di alcune interessanti proprietà nutrizionali e nutraceutiche..." Leggi la lettera completa.

Noi continueremo ad acquistare il latte crudo alla spina, e a rifornirci nei distributori in città. In sua difesa firmeremo la petizione al Ministro delle Politiche Agricole Zaia e al sottosegretario Martini, promossa dal Consorzio Tutela Latte Crudo contro la chiusura preventiva dei distributori di latte crudo.
Speriamo ci perdonerai, se questa volta rinunciamo alla tua formula: le fragole sono mature. Oggi preferiamo: la mucca è stata munta. Loro non molleranno mai, noi neppure." Gruppo Meetup Amici di Beppe Grillo di Brescia
postato da: colonnello alle ore 16/12/2008 08:51 | link | commenti
categorie: salute, latte crudo
giovedì, 11 dicembre 2008

Umberto Garibaldi, l'antifederalista

tratto dal blog di Beppe Grillo

umberto_garibaldi.jpg

Bossi è l'erede di Giuseppe Garibaldi. Il suo vero sogno è uno stato nazionale, centralista, magari un po' fascista. Quando racconta la storia dei Comuni pensa in realtà a Giulio Cesare e alle glorie dell'Impero Romano. Va a Pontida negli incontri pubblici, ma in privato visita i Fori Imperiali e si reca in gita a Predappio.
La Lega è un partito federale, ma solo in periodo elettorale. Passata la festa, gabbato il valligiano bergamasco. Bossi è più furbo di Andreotti, più calcolatore di Gelli, più panzanaro dello psiconano. Un grande Padre della Patria. Si merita una statua equestre in piazza Venezia. Ha fatto più la Lega per l'affermazione di Roma Caput Mundi e dell'unità nazionale che ogni altro partito apparso in Italia, a parte il fascismo. Il Duce diceva cosa voleva fare e spesso non ci riusciva, il Senatùr dice il contrario di quello che farà e ci riesce sempre. Una mente superiore.
Da quando la Lega è al Governo, in meno di un anno, ha ottenuto risultati strepitosi per il federcentralismo:
- ha eliminato l'Ici, unica vera tassa federale, per i Comuni
- ha privatizzato l'acqua, che passa in gestione dai Comuni alle concessionarie e alle multinazionali
- ha tolto alle Regioni il potere di decidere in materia di politica ambientale
- ha permesso la creazione di una nuova base militare statunitense a Vicenza ("Padroni a casa nostra") con la proibizione di un referendum indetto dal Comune
- non ha eliminato i Prefetti, ma ha militarizzato le città con l'esercito
- ha tolto alle Università del Nord, ad esempio 40 milioni di euro al Politecnico di Milano, per dare 150 milioni al Comune di Catania e 500 milioni al Comune di Roma, per evitare il fallimento
- ha ignorato la presenza di 90 testate atomiche statunitensi a Ghedi Torre nel Bresciano e a Aviano in Friuli
- ha aumentato i costi della politica
- ha lasciato che 8/9 miliardi di euro di fondi europei OGNI ANNO (soldi interamente versati con le nostre tasse) vadano a Calabria, Campania e Sicilia senza nessun controllo. E chi vuole controllare che non finiscano ai partiti e alla criminalità organizzata, come Luigi De Magistris, viene trasferito.
Le camicie rosse di Garibaldi hanno fatto l'Italia, le camicie verdi di Bossi l'hanno strafatta.
Se dopo alcuni mesi di governo della Lega lo Stato centralista e romano si è rafforzato in questo modo, cosa ci riserva il futuro? La tassa federale per il Nord e gli sgravi fiscali per la mafia?
E' il federalismo che traccia il solco, ma è la poltrona che lo difende!

 

 

 

 

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postato da: colonnello alle ore 11/12/2008 10:15 | link | commenti
categorie: umberto bossi, federalismo, antifederalismo
venerdì, 05 dicembre 2008

Lettera aperta a Sergio Chiamparino

Scritto da Stefano Montanari   
martedì 02 dicembre 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non ho il piacere di conoscere Sergio Chiamparino, il sindaco più amato dagl’italiani o, almeno, uno dei più amati, così come ci ha tenuto a far sapere urbi et orbi lui stesso via TV. Non lo conosco né posso ambire a conoscerlo. Io sono invitato dalla Camera dei Lord inglese, ma il sindaco di Torino, come, del resto, quello di quasi tutti i comuni italiani, è qualcosa di troppo augustamente distante.

Amato o no, il signor sindaco di Torino è un ignorante di proporzioni preoccupanti, e, dicendo ciò, lo assolvo automaticamente dall’accusa di corruzione. Non sa e basta. Sia detto questo limitatamente ai problemi di ambiente e salute e salva restando l’indubbia sua cultura in tutti gli altri campi dello scibile umano.

Quel non sapere, tuttavia, lo rende quanto meno inadatto a ricoprire la carica che un po’ sventatamente i suoi concittadini gli hanno attribuito e, di conseguenza, lo rende inadatto a sottoscrivere decisioni di cui non può capire la portata. Decisioni che, temo, offriranno argomento di perplessità alla generazione futura che s’interrogherà a proposito della nostra, nostra in quanto popolo, incapacità di sceglierci i timonieri.

Torino, che già gode di un’aria di qualità peggiore di quella di New York, che ha problemi enormi di amianto, che ha i corsi d’acqua al di sotto di ogni sospetto, che ha un suolo sotto cui sono sepolte sostanze la cui natura meriterebbe un chiarimento, sta facendo di tutto per peggiorare ulteriormente la situazione con la costruzione di un inceneritore che ripeterà i trionfi bresciani.

Purtroppo il suo sindaco, per legge la maggiore autorità sanitaria del comune, sta ubbidendo agli ordini del suo partito che, poi, sono identici a quelli del partito che, nel nostro improbabile palcoscenico, dovrebbe opporglisi.
Intanto, ecco che cosa scrive il dott. Roberto Topino:

Mi è stata inviata per conoscenza una lettera firmata dal Sindaco (ammesso che sia autentica), che merita alcune considerazioni.

Il testo originale è trascritto in corsivo grassetto.

 “Ho ricevuto la sua lettera e, al di là dei toni gridati che usa, vorrei ricordarle che, con l’entrata in funzione dell’inceneritore, e con l’energia che si potrà produrre a costo zero, ci saranno 160.000 tonnellate di Co 2 in meno ogni anno, tanto per fare un esempio”.

Costo zero? Il costo di esercizio dell’impianto è stato quantificato in 61.500.000 €/anno.

160.000 tonnellate di CO2 in meno? Rispetto a cosa?

“Non solo. Se vorrà guardare il sito www.trm.to.it potrà controllare che le emissioni previste a pieno regime di funzionamento sono contenute entro i termini di legge, quando non più basse”.

Solo a pieno regime! Solo quelle che vengono controllate, non tutte.

 “Venendo al merito della sua protesta, mi limito a dirle che non esiste nessuna evidenza di effetti negativi sulla salute umana nelle città in cui il termo valorizzatore funziona da 50 anni o più e che, invece, le città che si trovano ad affrontare gravi circostanze generate dal problema rifiuti non risolto, come Napoli, devono fronteggiare emergenze sanitarie, anche molto serie.  Lei cosa preferisce?”

Non esiste nessuna evidenza? Termovalorizzatori di 50 anni e più? Quelli di Hitler?

A Napoli il problema non è la spazzatura, ma i rifiuti industriali.

Sull’evidenza di gravi danni alla salute, soprattutto nei bambini, sono stati pubblicati studi medici internazionali tutti contrari, su basi scientifiche incontestabili, alla realizzazione di inceneritori.

Gli studi effettuati in Italia hanno rilevato un aumento di tumori e di altre malattie nelle popolazioni che abitano nei pressi di un inceneritore.

Possibile che il sindaco non ne sia al corrente? Sono studi presentati a Torino dall’ARPA!

Allego una tabella scaricabile dal sito dell’ARPA Piemonte e lo studio inglese più recente, il testo è tradotto in italiano, ma posso fornire anche l’originale.

Il rapporto inglese (giugno 2008) è molto dettagliato e circostanziato (329 voci bibliografiche).

I miei colleghi inglesi hanno fatto un ottimo lavoro e hanno anche spiegato tutti i trucchetti e gli imbrogli per far sembrare innocui i termovalorizzatori.

Un esempio per tutti riguarda la diossina, che non viene monitorata per il 99% del tempo.

In particolare non viene controllata nelle fasi di accensione e spegnimento, quando il termovalorizzatore rilascia nell'atmosfera una quantità di diossina paragonabile a quella di due anni di funzionamento in condizioni ottimali.

Ne deriva che le coltivazioni e gli allevamenti che si trovano nei paraggi dell'impianto scopriranno di essere contaminate solo a distanza di tempo, quando i danni saranno evidenti, ma i tecnici del termovalorizzatore continueranno a sbandierare i monitoraggi fatti nel momento di minore emissione!

Restando a disposizione per fornire chiarimenti e documentazione, porgo cordiali saluti.

Dott. Roberto Topino

Specialista in Medicina del Lavoro

P.S. L’inizio dei lavori per la realizzazione dell’inceneritore del Gerbido ha richiamato la nostra attenzione sui danni alla salute causati dalle emissioni dell’impianto.

Un documento realizzato dal costruttore in collaborazione con il Politecnico ha anche stimato il costo in euro delle varie malattie provocate.

Si tratta di un documento che potete trovare qui e che ha suscitato non poche perplessità tra coloro che lo hanno letto.

I danni presi in considerazione sono quelli normalmente descritti dalla letteratura scientifica internazionale: malattie respiratorie, infarti, trombosi e tumori causati da cadmio, cromo, arsenico, idrocarburi policiclici aromatici, nichel, diossine.

E’ stata realizzata una tabella e nell’ultima colonna è stato riportato il danno in euro per ogni anno di esercizio dell’impianto.

Due esempi: il cancro da cromo costa 58.178 euro e il cancro al polmone da idrocarburi policiclici aromatici costa 7.854 euro.

Mi sembra agghiacciante che si parli in termini monetari di malattie, che possono colpire tutti noi e mi chiedo come sia possibile che qualcuno cerchi ancora di dire che non esiste nessuna evidenza di effetti negativi sulla salute umana nelle città dove è attivo un inceneritore.

E’ anche vero che c’è chi nega l’Olocausto…

Se qualcuno mi dimostrerà che sto sbagliando sarà il benvenuto, perché sono molto preoccupato per la nostra salute.

postato da: colonnello alle ore 05/12/2008 11:21 | link | commenti
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ORMAI NON HO PIU' PAROLE... LA DEFICIENZA UMANA SUPERA OGNI LIMITE

Bergamo, l'inceneritore
ha i giorni contati
Calore dai rifiuti: un’ipotesi allo studio dei Servizi comunali di Sarnico con A2A. La società si propone infatti per riconvertire l’inceneritore di via Goltara in centrale termoelettrica. Il nuovo impianto di cogenerazione impiegherebbe fino a 120 mila tonnellate di Cdr all’anno (combustibile ottenuto dai rifiuti) in grado di riscaldare fino a 7.000 appartamenti per 30 mila abitanti.

Un’operazione da 120-150 milioni di euro. L’amministratore delegato Enrico de Tavonatti: «L’idea da sviluppare è quella di portare fuori città il trattamento dei rifiuti urbani differenziati, dal quale si ricava il combustibile detto Cdr.

Nell’impianto di via Goltara si brucerebbe il Cdr, fonte energetica rinnovabile, e il cui calore potrebbe essere distribuito con la rete del teleriscaldamento».

Tutti i dettagli su L'Eco di Bergamo del 4 dicembre

(04/12/2008)
domenica, 30 novembre 2008

Da un medico del lavoro

SCRITTO DA ROBERTO TOPINO

venerdì 28 novembre 2008

Numero di visite: 587

Testo di Roberto Topino 

I termovalorizzatori sono responsabili della diffusione di idrocarburi aromatici policiclici, di policlorobifenili (PCB), di metalli pesanti, quali piombo, zinco, rame, cromo, cadmio, arsenico, mercurio e di furani; inoltre, come qualsiasi processo di combustione, rilasciano nell'aria polveri sottili, la cui quantità emessa aumenta al crescere della temperatura (specialmente il particolato ultrafine PM<2,5).

A proposito di mercurio, la maggioranza degli studiosi sostiene che è pressoché impossibile escogitare sistemi efficaci per abbatterne con sicurezza l'emissione; ricordiamo che il mercurio provoca gravissimi danni al sistema nervoso centrale. Per quanto riguarda le polveri fini PM2,5 e quelle ultrafini (da PM2,5 a PM0,1) di tipo inorganico, va innanzitutto detto che non esistono filtri efficaci, per cui un limite alla loro emissione non sarebbe attuabile al momento, se non vietando il funzionamento degli impianti di incenerimento. Le nanopolveri o particolato ultrafine, cioè quelle a PM<2,5, sono responsabili, secondo dati OMS

del 2005, di un calo di vita medio di 8,6 mesi in Europa e di 9 mesi in Italia (morti cardiovascolari e respiratorie).

L'azione mutagena e cancerogena degli idrocarburi aromatici policiclici e del policlorobifenile è fin troppo nota, mentre per quanto riguarda il cadmio, questo ha mostrato un danno genotossico da stress ossidativi con accumulo nel sistema nervoso centrale, renale ed epatico e inoltre è causa di malformazioni fetali e cancerogenesi a carico di diversi tessuti.

La verità sulla termovalorizzazione si basa su leggi scientifiche esatte, nulla si crea e nulla si distrugge: se brucio una tonnellata di rifiuti produco una tonnellata di altre cose, in questo caso, più pericolose, che vengono disperse nell’ambiente.

Sono fatti che nessuno può contestare.

 

Cordialmente

Dott. Roberto Topino

Specialista in Medicina del Lavoro

giovedì, 27 novembre 2008

Comuni ricicloni, Alzano al secondo posto

 

Gli Amici di Grillo contro
l'inceneritore di Dalmine
Il gruppo Ambiente e Rifiuti degli Amici di Beppe Grillo di Bergamo e provincia sabato 29 novembre sarà presente in via XX Settembre, zona ex Rinascente, per raccogliere le firme contro l'ampliamento dell'inceneritore Rea di Dalmine. "Contro questo ampliamento, stimato nell' incremento della combustione, da 440 tonnellate giornaliere di rifiuti, a 710 tonnellate giornaliere, già s'è schierato l'intero Consiglio comunale di Dalmine, e moltissimi cittadini. Il gruppo Ambiente e Rifiuti - proseguono i promotori dell'iniziativa - è ben consapevole che tale errata soluzione, risolva solo in modo apparente il problema. Le soluzioni vanno ricercate con metodi estranei agli inceneritori, e diversificati; che vanno dal diminuire in modo drastico la produzione di rifiuti, iniziando ad evitare imballi superflui, fino ad un forte incremento della raccolta differenziata di qualità".
Nella top ten 5 centri della Bergamasca
LA CLASSIFICA DEI RICICLONI

Primo Adro (Brescia), secondo Alzano Lombardo. La classifica della quinta edizione di Comuni Ricicloni Lombardia 2008 premia ancora una volta i bergamaschi. Nella top ten compaiono anche Torre Boldone (4), Medolago (5), Almenno S. B. (6), Gorle (8). La premiazione dei vincitori si è svolta questa mattina durante un convegno promosso in collaborazione con Anci. Sugli oltre 1500 comuni lombardi in gara, solo 588 sono entrati nella classifica di Legambiente, che ogni anno premia le amministrazioni che si distinguono per corretta gestione dei rifiuti. I criteri per entrare in graduatoria sono infatti quelli di rispettare gli obblighi di legge sulla raccolta. Un requisito che Legambiente ha reso ancora più severo, fissando il minimo di raccolta differenziata a 55% per i comuni al di sotto dei 10mila abitanti.

Nella classifica generale lombarda al secondo posto si piazza appunto Alzano Lombardo, che con 75,5 di indice di gestione e il 75,1% di raccolta differenziata recupera una posizione rispetto all'edizione passata, al terzo posto invece troviamo Bozzolo (Mn) con un indice di 74,4 e l'80,5% di differenziata.

Legambiente ha realizzato anche una classifica dei capoluoghi di provincia nella quale Lecco si conferma anche quest'anno capoluogo riciclone con un indice di gestione di 50,67 e il 54,5% di raccolta differenziata, seconda è Varese e terza Bergamo che migliora quasi del 5% la sua raccolta differenziata. Ma se rispetto all'anno scorso restano invariate le posizioni sul podio, a cambiare è tutto il resto della classifica dei capoluoghi. Infatti, a causa dell'innalzamento della soglia minima di raccolta differenziata per l'ingresso in classifica, fissata per il 2007 al 40% rispetto al vecchio 35%, ad uscire dalla classifica di Ricicloni sono Brescia, Mantova, Como e Lodi. Costante negativa resta l'esclusione di Milano e di Pavia che in 5 anni non hanno mai messo piede in classifica, restando inchiodate rispettivamente al 31,9% e al 26,8% di raccolta differenziata.

Il quadro dipinto dall'edizione 2008 di Comuni Ricicloni descrive dunque una Lombardia pressoché ferma in cui la percentuale di raccolta differenziata a livello regionale sale nel 2007 solo dell'1,4% attestandosi a 45,3%, mentre la produzione dei rifiuti, pur rallentando la sua crescita (+0,3%), resta a valori pro-capite elevatissimi. Per quanto riguarda i comuni, continua il trend positivo dei piccoli centri mentre i capoluoghi, fatta eccezione per Lecco, Varese e Bergamo, non si distinguono per miglioramenti significativi. Guardando la mappa della Lombardia, a passarsela peggio, a parte ovviamente la città di Milano, ci sono l'intera provincia di Pavia, le provincie di Brescia e di Mantova (dove pure sono presenti 'isole' di assoluta eccellenza) e le aree montane, dove spiccano in negativo le località turistiche montane come Livigno, l'Alta Valchiavenna e la zona di Ponte di Legno.

Il dossier Comuni Ricicloni Lombardia 2008 completo è consultabile sul sito: www.ecosportello.org
martedì, 25 novembre 2008

tratto dal post di grillo

Ho comprato due lavatrici, tre frigoriferi e uno schermo al plasma. Ingombrano un po’, ma non potevo ignorare l’appello di Testa d’Asfalto dall'Abruzzo. La colpa della recessione è di chi non consuma. Dei finti disoccupati. Le aziende non producono e la Fiat ha i piazzali pieni di auto. E’ una legge di natura. Se non compri, azienda chiude.
Italiani, tirate fuori i soldi dal materasso, siete peggio di un genovese. Pensate a quell’uomo. A ciò che ha dovuto patire per il nostro Paese divenuto di sua proprietà. Alle sue ville in Sardegna. Ai suoi mille e mille miliardi. I danèe li ha meritati. Lo sapete, è ricco sfondato grazie a voi. Con il meccanismo dei soldi comunicanti. La pubblicità è il pizzo che pagate su ogni acquisto. Quando comprate una merendina o una scatola di pomodori finanziate Mediaset. La pubblicità fa parte del prezzo del prodotto e la pagate tutti i giorni. Quando voi consumate, lui incassa. Se l’Italia è più povera e lui ricchissimo una ragione ci sarà. Chiamala, se vuoi, P2.
Se non consumate, lui diventa triste e non ascolteremo più le sue famose barzellette su Obama abbronzato come Naomi Campbell e su Mangano eroe di Forza Italia. Se la raccolta pubblicitaria di Publitalia crolla, il titolo di Mediaset soffre peggio di Veltroni quando fa opposizione. Se va sotto l’euro chi lo racconta a Confalonieri?
Ci sono voluti vent’anni per consumare l’Italia, ma lui ci è riuscito. Ha avuto l’appoggio dei collaborazionisti Bossi, D’Alema e Violante, è vero. Centinaia di giornalisti si sono venduti, è vero. Ma lo sfascio, diciamocelo, è soprattutto merito suo. I 400.000 precari che perderanno il lavoro entro Natale non deludano lo psiconano. Si rechino con le famiglie alla sede più vicina della Mediolanum, la banca intorno a loro. Chiedano del signor Ennio Doris. Dicano che li manda Berlusconi, il coproprietario della banca, e che devono consumare. Un prestito, un mutuo a tasso agevolato e via verso il più vicino centro commerciale per una sveltina tra gli scaffali.
La cura per il rilancio dei consumi comunque c’è. Tremonti è al lavoro per una manovra di 80 miliardi di euro che saranno investiti in opere pubbliche. Gli 80 miliardi verranno prelevati dalle tasse degli italiani. Ci arricchiamo e ci indebitiamo da soli. Un giro conto sul conto degli altri. Togliere ai contribuenti per dare alla Confindustria.
Lasciate la luce accesa anche di giorno, l’acqua del rubinetto aperta, i caloriferi a tutta manetta. Usate tre preservativi alla volta, uno sull’altro, e due scatole di Viagra per sera. Consumate, consumatevi. L’ottimismo del coglione genera mostri.
postato da: colonnello alle ore 25/11/2008 16:41 | link | commenti
categorie: italia, informazione, banche, berlusconi, tasse, recessione, mutui
mercoledì, 19 novembre 2008

CAROTAGGI TAV

Scritto da Roberto Topino   
venerdì 14 novembre 2008

Ho trovato un filmato, che circolava sui blog nel 2006 e che riguardava i carotaggi eseguiti nell’area di Mompantero, per verificare la possibile presenza di amianto nell’area dove si doveva scavare il tunnel per il TAV.

L’ARPA, secondo alcune fonti di informazione, escludeva che ci fosse amianto.

Di seguito c’erano state delle polemiche, perché qualcuno affermava che l’ARPA aveva analizzato soltanto le “carote” indicate da un geologo di LTF (Lyon Turin Ferroviaire).

In realtà altre fonti universitarie affermavano che l’amianto c’era e Telecity l’aveva pure filmato.

A me le carote verdi sembrano proprio di amianto (tremolite?).

C’è qualcuno che può guardare le foto e dare parere?

http://it.youtube.com/watch?v=MBQ_lSxX87g
postato da: colonnello alle ore 19/11/2008 16:28 | link | commenti
categorie: ambiente, salute, arpa, amianto, tav , val di susa
giovedì, 06 novembre 2008

IL FORZUTO DI ARCORE

Il forzuto di Arcore ci riprova. Alla Fiera del ciclo e del motociclo ha affermato, riferendosi alla Val di Susa: “Useremo la forza contro i blocchi, non c’è comunità o minoranza che possa pretendere di fermare un cantiere…”. Ha straparlato di “16 miliardi già a disposizione” per fare un buco nel Frejus. Il problema è che il tunnel nel Frejus è già stato realizzato nel lontano 1800 e lui non era stato informato da Lunardi. Forse alludeva al Moncenisio. Al supertunnel di 23 chilometri che finirà tra 15 anni. Un’opera che non serve a nulla, ma che distribuisce un fiume di denaro.
Marco Ponti professore al Politecnico di Milano, uno dei maggiori esperti di economia dei trasporti in Europa e consulente della Banca Mondiale, scriveva tre anni fa:
"Si è partiti promettendo che il progetto si sarebbe ripagato al 60%. Poi si è scesi al 40% e infine è stato stabilito che bastava il 40% dei costi, esclusi quelli per i 'nodi' in prossimità delle città, molto dispendiosi. Secondo le mie simulazioni si arriverebbe al 20%; altri stimano il 23%. Il sistema è destinato al default: pagherà lo Stato. Molti di questi lavori verranno inaugurati, ma poi non ci saranno i soldi per proseguirli e saranno ri-inaugurati a ogni tornata elettorale. La Torino-Lione è un monumento alla dissipazione: costerà almeno 13 miliardi (fu ottimista, ndr), come 3 o 4 ponti sullo Stretto. Per sviluppare l'innovazione si deve puntare sulle tecnologie, non sul cemento. Quanto all'occupazione, oggi le grandi opere hanno un moltiplicatore modesto: non si mobilitano più, come nell'Ottocento, i braccianti. È poi evidente che il nostro è un territorio con un grande valore turistico per il futuro. Quindi ci sono modi più redditizi per spendere. A meno che qualcuno non si riprometta, per se stesso, grandi affari sulle grandi opere".
Il referendum per la nuova base americana a Dal Molin a Vicenza è stato annullato, a Chiaiano sono stati picchiati i residenti, a Piazza Navona è arrivato un camion pieno di manganelli tricolori sotto gli occhi della Polizia (neppure una multa per sosta vietata, belin).
E’ il governo del manganello. L’uso della forza come politica del consenso. Non credo che gli italiani siano informati sulla Val di Susa e sullo spreco colossale di risorse pubbliche. Decine di miliardi per far viaggiare tra vent’anni una mozzarella da Lisbona a Kiev mentre il Piemonte chiude i battenti. Un’impresa piemontese su quattro sta fallendo. Tremila i prossimi licenziati, quarantamila i cassintegrati L’Olivetti perde lo stabilimento di Agliè, 250 dipendenti. Motorola lascia a casa dall’oggi al domani 370 tecnici. Dayco, 470 operai in mobilità. Bertone, 1.200 lavoratori in cassa integrazione. 700 operai della Pininfarina (700 milioni di euro di debiti) a rischio. La Fiat sbarra i cancelli di Mirafiori fino al 16 novembre, 3.500 operai in cassa integrazione.
Le aziende chiudono e si aprono i buchi nelle montagne con altri buchi di bilancio. Loro non molleranno mai, noi neppure.
postato da: colonnello alle ore 06/11/2008 13:46 | link | commenti
categorie: ambiente, berlusconi, tav , val di susa
venerdì, 31 ottobre 2008

GRILLO CONTESTATO A BOLOGNA

Oggi a Bologna, secondo la stampa di regime (quindi quasi tutta) sono stato oggetto di violente contestazioni.
Il video dei ragazzi del Meet Up che erano con me fa luce sugli insulti e le percosse che ho ricevuto. Belin, se a Bologna mi trattano così ci vado a ad abitare per sempre. Loro non molleranno mai, noi neppure.

http://www.youtube.com/watch?v=u_v6qLy6slo

postato da: colonnello alle ore 31/10/2008 09:01 | link | commenti
categorie: italia, bologna, media, giornali, grillo, gelmini, tv , stampa di regime
giovedì, 30 ottobre 2008

Il miracolo dei pomodori viola

Scritto da Stefano Montanari   
giovedì 30 ottobre 2008

IL mondo è davvero strano e, magari, in un certo senso, è pure divertente se lo si sa leggere nella maniera giusta.

Quando, nel lontano 1997, la dottoressa Gatti (mia moglie) scoprì che le nanoparticelle sono capaci di essere sequestrate un po’ dovunque nell’organismo provocando là dentro un po’ di sconquasso non proprio trascurabile e, grazie a quella scoperta, diede le dritte per guarire un paziente, lo fece sotto gli occhi del locale ateneo e fuori di ogni altra pubblicità.

Quando osò chiedere all’università un contributo di venti milioni di Lire (!) per finanziare lo studio di quel tipo di malattie (le nanopatologie), si sentì rispondere che tutto quello che lei aveva visto era frutto di allucinazione: non era scritto nei libri, ergo, non era vero. C’era un bel da protestare che le scoperte non stanno scritte sui libri sennò non sarebbero scoperte: l’università aveva sentenziato. C’erano i figli (pezzi di cuore) da mettere a posto, i concorsi da sistemare… Chi ha tempo per sciocchezze come la ricerca? La scoperta, poi! Ma mi faccia il piacere! Di questo, nessun mezzo di comunicazione diede notizia.

Ancora oggi, a distanza di undici anni dalla scoperta, con un curriculum internazionale ormai polposissimo, con due progetti europei di cui la dottoressa Gatti è stata a capo (ed è ancora del secondo, essendo il primo concluso con successo), politici, accademia nostrana e media s’interrogano: ma davvero faranno male queste polveri? Io, che alle ricerche ho sempre partecipato e che certi effetti li ho sotto gli occhi ogni giorno, mi affanno a spiegare in termini semplici qualcosa di assolutamente ovvio e dimostrato al di là di ogni possibile dubbio. Niente da fare: i fratelli d’Italia sono impenetrabili.

Ancora oggi escono articoli sui nostri giornali, ahimé spesso adatti quasi solo a fare da incarto ad un mazzo di sedani, in cui qualche giornalista vagamente distratto racconta un po’ sgangheratamente di studi preliminari effettuati in America, la TV di stato intervista al proposito uno studioso giapponese, il tribunale archivia, nell’indifferenza dei media, un procedimento pesantissimo a causa dell’impreparazione del consulente cui il pubblico ministero si è misteriosamente affidato… A proposito delle scoperte, un vecchio fisico diceva: “Prima negheranno che sia vero, poi diranno che non è importante, poi attribuiranno la scoperta a qualcun altro.” Ora siamo a metà tra le prime due puntate e qualcuno più avanti della media comincia ad avvicinarsi a fase tre.

Pazienza. A noi non interessa un fico secco che si riconosca l’evidenza storica: che la bandiera l’abbiamo piantata noi diversi anni prima di tutti e che il nostro vantaggio resti invariato se non, addirittura, aumentato. A noi interessa che si faccia qualcosa di serio per sventare l’olocausto che è già iniziato e non si continui a praticare l’anestesia al cervello della gente.

Dall’altra parte della trincea ci sta la scienza “applicata”, quella che serve all’unico scopo per cui questa società si dia il diritto di esistere: far quattrini.

L’ultima notizia, diligentemente strombazzata dai pazzarielli dei media, è la storia dei pomodori viola.

A quanto è dato sapere, una ditta inglese a

partecipazione pubblica ha fatto sbocciare un po’ di pomodori geneticamente modificati in cui ha ficcato due geni che inducono la formazione di antocianine, i pigmenti flavonoidi che colorano tanti tipi di bacche e che hanno un’ottima attività antiossidante.

Nulla che non si conoscesse da tempo immemorabile per quanto riguarda i pigmenti. Per il resto, si tratta della solita, certo non rara operazione per fare un po’ di quattrini proponendo queste piccole bizzarrie come un prodigioso anticancro. Perfettamente corretto dal punto di vista del business. Nulla di strano, in una società che compra la pioggia imbottigliata nella plastica perché, mingendo in tanti plin plin benedetti da una religiosa, ha la certezza di acquisire l’aspetto leggiadro di una ex miss Italia, o si precipita ad acquistare, pagandole prezzi d’affezione, minuscole bottigliette dell’immancabile plastica riempite di derivati industriali del latte che “aumentano le difese naturali” o altri latticini che assicurano un alvo regolare (spiego: fate una bella cacca e la fate tutti i giorni): soddisfatti o rimborsati, dice la pubblicità. A margine, mi chiedo che prova ci sarà mai da produrre in caso d’insoddisfazione, ma resto volentieri con la mia curiosità. Insomma, l’industria fa i suoi affari e, se paga le tasse e resta entro un raggio a distanza passabile dalla legge, diventa complicato eccepire. E io non eccepisco.

Tornando a noi, nell’operazione “Purple Tomato” (pomodoro viola, ché di quel colore sortisce la bacca del Solanum lycopersicum all’uopo manipolata) entra una ditta del nostro

oncologo di corte e fa un esperimento servendo ogni giorno quel vegetale obiettivamente un po’ sinistro sulla tavola di una squadretta di topini che vengono poi fatti ammalare di linfoma. E, allora - udite, udite! – si assiste al miracolo: invece di schiattare nei 140 giorni canonici i fortunati roditori lo hanno fatto felicemente in 180 per il giubilo dei ricercatori e la commossa gratitudine dei topini stessi. Vabbè, il risultato sarà stato un’agonia un po’ più lunga, i topi non saranno proprio confrontabili così automaticamente con l’uomo, ma business is business: bisogna subito sguinzagliare i pazzarielli mediatici. Attenziò, battagliò: abbiamo fatto un bel passo avanti nella lotta al cancro! Tutti a caccia dei pomodori viola!

Personalmente non conosco la professoressa Cathie Martin autrice dalla manipolazione genetica, ma temo che non sia stata informata dell’uso che si sta facendo in Italia del suo lavoro che è, comunque, tecnicamente rispettabile. Chissà, forse le hanno pure delicatamente nascosto che i suoi pomodori viola finiranno culturalmente affiancati al basilico e alla polenta cancerogeni (quest’ultima solo se non è OGM) contro cui ci ha messo in guardia il professor Veronesi. Qualcuno ha esagerato e non sono convinto che quel qualcuno stia in Inghilterra.

Naturalmente non si può avere idea se l’avventura naufragherà scientificamente come la quasi totalità d’imprese del genere finendo, magari, con un prodotto distribuito nei supermercati intorno cui s’intrecciano leggende metropolitane. In fondo, è difficile immaginare che quella ricerca avesse fini diversi. Sul che non c’è nulla di male: l’industria ha sempre vissuto di periodiche novità.

Certo, sorge spontanea qualche domanda: le antocianine stanno già, tra l’altro, nei cavoli rossi, nelle more e nei mirtilli. I pomodori contengono già un ottimo antiossidante (il licopene). Perché, se siamo a caccia di antocianine, non proporre un’insalata di pomodori naturali, una zuppa di cavoli rossi e una tazza di frutti di bosco senza vestirsi da apprendisti stregoni pelando, per giunta, il consumatore disposto ad una certa credulità? Perché ostinarsi a negare l’evidenza lampante, come è nell’antico copione del nostro professor Veronesi? Tantissimi cancri vengono dall’inquinamento, non certo escluso quello degli alimenti, ed è sulle cause importanti che bisogna agire. Perché ricorrere a soluzioni efficaci solo per far quattrini? Non è ora che si abbia un po’ di rispetto per il prossimo? Non è ora che noi quel rispetto lo pretendiamo? 

martedì, 28 ottobre 2008

Il MIT rivoluziona il fotovoltaico


Il Massachusetts Institute of Technology ha realizzato un rivoluzionario sistema per produrre energia solare utilizzando comuni vetri domestici al posto delle costose celle fotovoltaiche al silicio.
Questa recente invenzione consiste in un comune vetro su cui viene installato un sottile film costituito da un mix di molecole colorate, ciascuna delle quali è in grado di assorbire la luce in diverse lunghezze d’onda, così da massimizzare lo sfruttamento delle radiazioni.
Sintonizzando i colori ai raggi solari, è quindi possibile controllare il processo per arrivare a raddoppiare l’efficienza dei normali pannelli fotovoltaici oggi in commercio.
Il concentratore solare che deriva da questa scoperta (e la cui realizzazione e introduzione effettiva sul mercato è prevista entro i prossimi tre anni), dovrebbe produrre dieci volte più energia di un normale sistema, a un costo molto più basso.
Presenta inoltre numerosi vantaggi estetici, perché permette di applicare questa tecnologia ai normali vetri di un'abitazione, senza stravolgerne l'aspetto e la struttura.
Già negli anni Settata qualcuno aveva tentato di produrre energia sfruttando la lunghezza d'onda della luce e materiali colorati: purtroppo i risultati non erano stati convincenti, a causa dell'impossibilità di produrre pellicole che fossero stabili nel tempo: oggi il professore Marc Baldo e Shalom Goffri, uno studente del MIT's Research Laboratory of Electronics, sono riusciti nell'intento.
Grazie a particolari pellicole concentratrici che utilizzano una combinazione di coloranti organici di nuova progettazione, la luce è assorbita dalle molecole che ricoprono un lato del vetro: i coloranti captano la luce e la trasmettono alle estremità del vetro in modo che venga incanalata e immagazzinata da strette celle solari, inserite ai lati del vetro, per convertire tale luce in energia elettrica. La concentrazione della quantità di luce dipende dalle dimensioni del foglio; in particolare, dal rapporto tra le dimensioni della superficie del vetro ed i bordi. (D. C.)

 

http://web.mit.edu/newsoffice/2008/solarcells-0710.html

postato da: colonnello alle ore 28/10/2008 08:25 | link | commenti
categorie: solare, fotovoltaico, energia elettrica
mercoledì, 22 ottobre 2008

La Terra dei Fuochi

L'Italia era la Terra dei cachi, poi dei fichi d'india, ora dei fuochi, accesi in tutta la Campania per distruggere rifiuti tossici. La diossina è l'ossigeno della politica. Non ho più notizie del processo a 'O Governatore, al secolo Antonio Bassolino. E' ancora in carica in attesa della prescrizione? Qualcuno mi faccia sapere.

"Caro Beppe,
siamo dei ragazzi impegnati in prima linea per un dramma ambientale che trova ampia eco anche nelle pagine di Gomorra. L’ultimo capitolo del libro è dedicato ad esso: “La Terra dei Fuochi”. Come nel resto del Paese, qui i problemi seri sono ignorati dai media ufficiali. Così, mentre il popolo rincorre le scelte scellerate in tema ambientale sia dell’uno che dell’altro governo, e tutti si preoccupano degli inceneritori … nel frattempo, tonnellate su tonnellate di rifiuti speciali (*) continuano a essere sversate nelle strade di periferia tra Napoli e Caserta. Il tutto è dato alle fiamme, specialmente di notte. Sotto gli occhi di tutti e dell’Esercito Italiano.
L’Emergenza Rifiuti è trasformata nel solo e “semplice” problema dei rifiuti urbani. Con rischi e sacrifici, mettendo a repentaglio l’incolumità personale per circa sei mesi abbiamo video-denunciato e fotografato uno scempio che accade indisturbato, da anni, come si può vedere da www.laterradeifuochi.it. Sembra d’essere su un teatro di guerra. Grosse colonne dense di fumo nero si levano dal suolo. Ricorda il Kuwait quando bruciavano i pozzi di petrolio..
Alcune televisioni hanno cominciato a notare il problema, ma non è bastato. Un’area vastissima (la provincia tra Napoli e Caserta in particolare nelle aree urbane di Scampia, Ponticelli e quelle limitrofe afferenti ai Comuni della provincia di Napoli nord quali Giugliano, Qualiano, Villaricca, Mugnano, Melito, Arzano, Casandrino, Casoria, Caivano, Grumo Nevano, Acerra, Nola, Marigliano, Pomigliano; dal lato di Caserta ci sono i Comuni di Parete, Casapesenna, Villa Literno, Santa Maria Capua Vetere, Casal di Principe, Aversa, Lusciano, Marcianise, Teverola, Trentola, Frignano, Casaluce) continua a trasformarsi in un immenso “Inceneritore a celle sparse”. Al calar del sole aumentano la loro intensità e bruciano per tutta la notte. Gli incendi sono senza sosta, anche di giorno. Ma quello che accade di notte è indescrivibile. L’aria ormai puzza come un’ intera Terra in putrefazione. Ci sono centinaia di famiglie che sono costrette a chiudersi in casa perché i fumi entrano dentro le abitazioni. Il tutto è documentato dal satellite. Basta un giro nel nostro sito su Google Maps. Abbiamo creato una mappa con il censimento dei luoghi. Tra i rifiuti speciali ci sono colle, solventi e vernici industriali, sfridi di lavorazioni manifatturiere. Dal tessile al calzaturiero, passando per la meccanica, carrozzeria fino alla termoidraulica. Dai fili elettrici alle carcasse di elettrodomestici. Si brucia il micidiale Eternit, carico d’amianto! A farla da padrone, però, sono i copertoni. In altri Paesi vengono riciclati completamente. Qui si bruciano per arricchire dei criminali che avvelenano le nostre vite. Dalle prove raccolte, siamo giunti alle conclusioni che i roghi vengono fatti perché alimentano il mercato dello smaltimento illegale dei rifiuti speciali. E allo stesso tempo quello del recupero illegale di alcuni materiali, dal “pregiato” rame ai metalli comuni come ferro e acciaio.
La Salute, l’ Agricoltura, l’ Immagine, l’ Economia e lo Sviluppo della Campania sono compromessi oltre ogni limite. Oltre alle cave e all’interramento di rifiuti pericolosi, ci sono soprattutto gli INCENDI. A Marcianise dei medici indipendenti stanno lavorando a uno studio clinico in cui viene fuori che alle mamme è consigliato di ridurre l’allattamento al seno. Per la troppa diossina presente nel latte materno. Raffaele Del Giudice, protagonista di Biutiful Cauntri e responsabile di Legambiente Campania, ha dichiarato che le matrici ambientali sono tutte compromesse. Importanti indicatori biologici sono fuori ogni limite di possibile tolleranza. Qualcuno s’è mai chiesto il perché di tutti gli aborti spontanei? E le infertilità maschili, malattie tiroidee, allergie infantili e problemi all’apparato respiratorio? Quando i medici ci visitano, dal tipo di patologia sono in grado di dirci da dove proveniamo. Eppure nessuno ne parla! Perché la spesa sanitaria in Campania è così alta? Tutta mala gestione e ruberia, oppure ci si ammala davvero? Quanti morti ancora dovremmo piangere? Con un piccolo rogo si contamina tutto. L’aria, la falda e porzioni enormi di suolo. Anche a chilometri di distanza. Per le mozzarelle alla diossina hanno fatto le analisi alle bufale. E alla popolazione?
I responsabili non sono persone. Come gli untori nel medioevo, questi folli assassini disseminano peste e veleni in modo subdolo e silente tra tutta la popolazione. A quanti nei momenti critici hanno accusato di latitanza il popolo della Campania, a questi noi rispondiamo con le Istituzioni. Dov’erano e dove tutt’ora sono le Istituzioni ? IL fenomeno avviene da molti anni. E’ scritto nei rapporti Ecomafia, di Legambiente. Ora però grazie a “Gomorra” è come se tutti li avessero letti. Aiutaci a diffondere il sito www.laterradeifuochi.it. Tutti sono chiamati a prendersi cura del proprio territorio con una azione civica di video-denuncia degli scempi ambientali. Basta un cellulare. Siccome con un sol gesto si attenta alla salute di milioni di persone, vogliamo pene severissime per i crimini ambientali.
Siamo un gruppo di giovani sognatori che vuol credere nelle Istituzioni. Queste, però, fanno di tutto per scoraggiare. Abbiamo lanciato appelli anche alle più alte cariche dello Stato. Dal Presidente della Repubblica l’On. Giorgio Napolitano al Presidente del Consiglio in carica, l’On. Cav. Silvio Berlusconi.
Intanto, in questi giorni, tra gli attestati di stima e solidarietà che Roberto Saviano riceve da tutto il mondo politico, qui a Gomorra, lo scempio continua …" Angelo Ferrillo – pres. Associazione La Terra dei Fuochi - www.laterradeifuochi.it

(*) I rifiuti speciali sono quelli derivanti da: attività agricole - attività di costruzione, demolizione e scavo - lavorazioni industriali, artigianali, commercianti - attività di servizio, di recupero e smaltimento rifiuti - attività sanitarie - macchinari obsoleti e veicoli a motore dismessi. - (art. n° 7 D. Lgs. 22/97)"

mercoledì, 08 ottobre 2008

Nanopathology

Scritto da Stefano Montanari   
domenica 05 ottobre 2008

 

Recensione del libro Nanopathology uscita sulla rivista scientifica Nano.

 

 Il testo originale si trova all’indirizzo http://www.nanomagazine.co.uk/

books.php 

Questo è un libro che Sir Arthur Conan Doyle avrebbe potuto invidiare, non solo per il lavoro investigativo intrapreso dalla dott.ssa Gatti e dal suo coautore, il dott. Montanari, che rivaleggia con qualsiasi storia di Sherlock Holmes, ma per il fatto che gli studi minuziosi raccontati dagli autori possiedono implicazioni reali e profonde riguardo l’origine finora inspiegabile di molte malattie. 

La “storia” comincia con la richiesta di un consiglio rivolto alla dott.ssa Gatti a proposito di  alcuni eventi medici insoliti che sembrano sfidare l’analisi “convenzionale”. Dallo studio di questi casi comincia ad emergere uno schema che ha portato gli autori ad un viaggio straordinario all’interno di un mondo nuovo di causa ed effetto patologico. Nel corso di questo viaggio i due esaminano un gran numero di campioni prelevati da individui colpiti da gravi malattie dei polmoni, del fegato o dei reni. Questi individui hanno certe cose in comune: o vivevano all’ombra di un inceneritore, o lavoravano in un teatro di guerra, o erano in qualche modo coinvolti nell’ambiente di industrie dove le alte temperature di combustione sono una caratteristica della produzione oppure dove si macinano o si fresano metalli. In alcuni casi, e il fatto è ancora più sconcertante, la malattia si manifestava in chi era venuto in contatto con una di queste attività solo in modo indiretto. 

In questa nuova patologia molte delle forme di malattia sembrano aver “nucleato” intorno a nanoparticelle di leghe metalliche insolite formatesi attraverso una combustione ad alta temperatura; particelle per le quali l’organismo umano (e magari altri organismi!) paiono non aver sviluppato alcuna risposta immunologica, proprio per la loro relativa novità. Queste particelle capaci d’indurre malattia possono essere il prodotto di processi industriali, il risultato della guerra moderna e, più di recente, di nuovissime particelle ingegnerizzate da scienziati e tecnologi. 

In modo agghiacciante,

gli autori sono indotti a concludere che le nanoparticelle di leghe metalliche prodotte da processi industriali e quelle radioattive provenienti dalla guerra possono avere effetti gravi e duraturi, a volte ben al di là di confini geografici regionali in cui sono state formate, visto che, per loro stessa natura, queste particelle sono trasportate con grande facilità. Ambedue gli autori concordano sul fatto che una considerevole ricerca ulteriore è necessaria, ma che dobbiamo prestare grande attenzione alle serie conseguenze potenziali nei riguardi della popolazione mondiale, ora ed in futuro, quando si tratta di molte attività umane. Fino a che la ricerca non sarà stata completata, i dottori Gatti e Montanari suggeriscono di assumere un atteggiamento di estrema cautela verso l’esposizione di qualsiasi lavoratore o utilizzatore di nanoparticelle metalliche, radioattive o ingegnerizzate, indipendentemente dalla fonte da cui derivino. 

A questo punto va sottolineata vigorosamente la necessità di educazione da parte della professione medica rispetto a pericoli potenziali che le nanoparticelle comportano e la possibile contaminazione della catena alimentare da parte delle attività che le generano (come gl’inceneritori). E, quel che è peggio, rispetto ai pericoli indotto dai prodotti della guerra che stanno mettendo gli abitanti innocenti del pianeta ad un rischio estremo ed irreversibile. 

L'unico nconveniente di questo libro, che, in modo deludente, può distrarre alcuni lettori da un testo altrimenti pioneristico ed innovatore è l’imperdonabile quantità di errori grammaticali e di lingua, cosa che avrebbe potuto essere facilmente ovviata da un buon revisore!